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A Robba Ranni, nel Villaggio Masaniello, in un prezioso esempio di antica unità abitativa (dammusu), che si affaccia su una corte irregolare (bàgliu), sono custodite importanti testimonianze della cultura dell’abitare e del vivere del mondo contadino locale: attrezzi per la lavorazione della terra, della lana e del lino, telai, setacci e tutto ciò che serviva al lavoro delle massaie.Tutti gli attrezzi ed oggetti recuperati ed esposti hanno la duplice funzione di essere traccia della memoria passata e testimonianza di una cultura, seppure profondamente mutata, ancora presente nella struttura urbana, nell’indole socio culturale e nell’identità etno-antropologica dei Milenesi. Il piano terra, composto da tre stanze con copertura a volte a botte, si trova ad una quota più bassa del cortile. questi ambienti venivano adibiti a stalla, chiamati dammusi,con un’unica apertura nella corte e nelle cui volte erano ricavati degli spazi che servivano per conservare le derrate di cereali, che vi si depositavano da botole poste nel pavimento del primo piano. All’interno di questi ambienti sono custoditi gli attrezzi per i lavori nei campi come aratri con vomere in legno o ferro, gioghi per buoi e per muli, basti, ceste e briglie per la soma, zappe, falci, tridenti, forconi ed molti attrezzi di mestieri semplici quali falegnami e calzolai. Al primo piano si trovano tre ambienti che si raggiungono da due scale esterne, anche questi ambienti sono stati allestiti con numerosissimi oggetti legati alle attività quotidiane delle massaie, dalla preparazione del pane e della pasta al confezionamento di tessuti e vestiti. La stanza più ampia è dedicata al ciclo di lavorazione del lino, dalla raccolta al confezionamento attraverso la bollitura e la cardatura, oggetti che ricordano gesti e lavori antichi a cui si dedicavano le donne. Un ampio spazio è occupato da un antico telaio per la tessitura tradizionale che veniva utilizzato per realizzare coperte, lenzuola, asciugamani, ma anche capi particolarmente raffinati impreziositi con motivi floreali, geometrici o naturalistici.  In questi ambienti è da ammirare come si sfruttassero i più piccoli spazi, riuscendo a realizzare le “gazzane”, ossia nicchie con mensole nello spessore del muro, dove si riponevano gli arnesi di cucina, quest’ultima di dimensioni ridottissime. I coppi siciliani sono sorretti da una copertura in incannucciato e gesso, sorretta da  travi in legno.

 

 

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