Gastonomia

Il Pane “Scanatu”

La dieta milocchese s’impernia sul pane e sul parente stretto del pane: la pasta,

Nella maggior parte delle famiglie la preparazione del pane è compito delle donne di casa.

Dalla fossa sotto il pavimento si preleva una quantità bastante di frumento, lo si pulisce con cura e lo si manda a macinare al mulino.

Quando viene portata la farina, la si setaccia più volte per togliere la crusca e poi la si mescola con acqua calda, sale e un pezzo dell’impasto fermentato conservato dalla settimana precedente, in modo da formare una pasta molto consistente.

Questa viene lavorata su una apposita piattaforma di legno mediante una spessa sbarra incernierata a una estremità della tavola.

È un lavoro faticoso che richiede almeno due persone, una delle quali rivolta la pesante massa dell’impasto.

Le vicine possono fare un salto in casa delle donne che preparano il pane per dare una mano o scambiare qualche chiacchiera.

Dopo la prima, più faticosa, manipolazione, l’impasto continua con le mani e si modellano le pagnotte.

Queste possono assumere varie forme, a seconda della fantasia e della abilità della massaia.

La più semplice è una pagnotta rotonda, segnata nella parte superiore da un lungo solco semicircolare.

Le forme più elaborate che più o meno tutte sanno fare sono il “ pesce” e il “ pistolone” ( filoncino).

La parte superiore della pagnotta si può lasciare liscia, ricoprire con uno strato di chiara d’uovo o cospargere con seme di papavero o sesamo.

Appena pronte, le forme vengono messe – letteralmente – a letto e coperte con tutte le coltri e scialli disponibili.

Durante la lievitazione, si scalda il forno accendendovi dentro un fuoco di paglia e ramoscelli.

Quando il pane è ben lievitato e il forno abbastanza caldo, si ripulisce quest’ ultimo e vi si introducono le forme servendosi di un’ apposita lunga pala di legno.

Il forno viene richiuso con una pietra piatta che funge da porta e viene sigillata con cenere umida.

Sulla porta si traccia il segno della croce.

Dopo un’ oretta, il pane è cotto.

Lo si ripulisce dalla cenere e lo si ripone in una cesta.

È di colore giallognolo e presenta una struttura compatta.

Non viene accompagnato con il burro, ma il pane appena sfornato può condirsi con olio di oliva, sale, pepe e formaggio grattugiato per offrirlo ai bambini o agli ospiti.

La Mbriulata

In passato le massaie la preparano come pasto unico da dare ai familiari che trascorrevano l’intera giornata nei campi a lavorare la terra. Oggi la tipica “mbriulata” accompagnata da un buon vino locale è un vero e proprio vezzo per i palati più raffinati. Nonostante l’incessante trascorrere del tempo, questo tipico piatto locale è ancora oggi preparato con gli stessi ingredienti che venivano utilizzati un tempo dalle donne. La “mbriulata” non è altro che pasta sfoglia arrotolata, condita con olive, patate, formaggio e tritato di maiale, che sostituisce l’originarie “frittuli” -i ciccioli di maiale-. Ogni anno sempre più numerosi sono i turisti che puntualmente non mancano a questo lieto appuntamento culinario.

Ingredienti “Mbriulata” Per la pasta: 200 g di farina di semola, 150 g di farina “00”, 3 cucchiai di olio d’oliva,50 gr di strutto, 20 g di lievito di birra, latte, sale, un albume.
Per il ripieno: 3 patate piccole, 300 g di carne di maiale tritata o di “frittuli”(ciccioli di maiale), 1 piccola cipolla, 6 olive nere snocciolate, 4 cucchiai di pecorino grattugiato, olio d’oliva, sale e pepe.

 

 

 
Preparazione Con i due tipi di farina, l’olio d’oliva,il lievito di birra sciolto in un pò di latte tiepido e con una presa di sale, preparare un impasto piuttosto sodo e ben lavorato, se necessario durante la lavorazione aggiungere un pò di acqua tiepida,porre la pasta a lievitare per mezz’ora.
Nel frattempo, pelare le patate,tagliarle a tronchetti e farle rosolare in una padellina,con un pò di olio e sale. Mescolare la carne con un pò di sale e pepe. Ricavare dalla pasta una sfoglia dello spessore di qualche millimetro, cospargere un po’ di strutto sulla sfoglia e distribuirvi sopra le patate, la carne, le olive a pezzetti e la cipolla tagliata finemente.
Cospargere con il pecorino e irrorare con un foglio di olio d’oliva, arrotolare la pasta sul ripieno e girarla, in modo da ottenere una spirale, quindi spennellare la superficie con l’albume sbattuto. Cuocere la “mbriulata” in forno caldo per una quarantina di minuti.
Farla riposare per dieci minuti, prima di servirla.